Domenica si è svolta la seconda edizione del Gran Premio degli Stati Uniti ad Austin, in Texas, primo vero circuito permanente di Formula 1 del Nord America. La pista, di recentissima creazione (è stata ultimata solo nel 2012), piace molto ai piloti e, viste le numerose presenze, anche alle celebrità. Sono apparsi nel paddock come ospiti d'eccezione artisti e nomi famosi quali Sting, Gordon Ramsey, Gerard Butler, Matt leBlanc e molte leggende dei motori. Tra questi ultimi su tutti spiccava la presenza dell'italianissimo Mario Andretti, 73 anni, campione del mondo F1 nel 1978 , che si è concesso ai fans e ai piloti per tutto il weekend all'interno del paddock.
Nonostante il campionato piloti fosse già stato vinto con largo anticipo da Vettel e il secondo posto di Alonso non era in pericolo, grazie alla defezione di Raikkonen (operato alla schiena e sostituito da Kovalainen), in questo Gran Premio ci sono da assegnare ancora punti importanti per quanto riguarda il campionato costruttori. Conteso tra Ferrari e Mercedes è appunto il secondo posto, una posizione che garantisce una differenza di premio di circa 7 milioni di Euro.
Passando all'analisi della gara, ecco che anche la penultima gara del mondiale, è stata vinta da Sebastian Vettel: per lui dodicesima vittoria in stagione, ottava consecutiva e trentottesima in carriera. Numeri da capogiro, anche perchè in ottica di grandi numeri, il pilota Red Bull si trova a solo 3 vittorie da Senna. La gara è stata dominata dal tedesco, che ha percorso quasi tutti giri in testa fin dalla partenza.
La griglia di partenza vedeva le due Red Bull in prima e seconda fila, con il tedesco che partiva in testa grazie all'ennesima pole (l'ottava in stagione). In terza posizione Grosjean, della Lotus. Alonso sesto e Massa addirittura tredicesimo per quanto riguarda le due Ferrari. Evidenti sono state dunque le difficoltà per i piloti della Rossa durante tutto il weekend: in particolare, è da segnalare la mancanza di competitività che si è riscontrata con le gomme Pirelli dalla mescola dura. Se a ciò si aggiunge il forte vento che ha caratterizzato la giornata del sabato (problema che ha riguardato numerose vetture), ecco che si delinea un panorama piuttosto pessimistico per le vetture di Maranello. Con la speranza che Fernando avrebbe fatto una clamorosa rimonta in gara, come accaduto più volte nel corso della stagione.
Da segnalare l'ottima prova di Bottas, con la Williams che raggiunge l'ottava posizione e prende i primi suoi punti. Brutta la prestazione di Rosberg nono, Massa fuori dai punti e Kovalainen che giunge quindicesimo al traguardo. Chiamato dalla Lotus a sostituire Raikkonen, la sua grande esperienza e la conoscenza del circuito facevano ben sperare tutto il team. A seguito però della deludente prestazione, ecco che la domanda sorge spontanea: come sarebbero andate le cose, se a condurre la macchina ci fosse stato il nostro Davide Valsecchi, terzo pilota del team Lotus e ex campione Gp2, al quale non è stata ancora concessa una chance in tutta la stagione?
Al via Vettel parte bene e rimane in testa, il compagno Webber invece perde due posizioni a vantaggio di Grosjean ed Hamilton. Alonso invece , partendo dal lato sporco della pista nn riesce a fare una delle sue solite partenze, ma viene scavalcato da Perez, che rischia di rimanere appiedato nella prossima stagione. Nel mezzo del gruppo c'è la solita bagarre, che dopo pochi chilometri provoca un incidente tra una Williams e laF orce India di Sutil, che toccandosi, provoca un testa coda e andamento a muro. Viene chiamata in causa la safety car e dopo tre giri, alla ripartenza vede un Vettel indiavolato , che al primo giro rifila subito un secondo al francese della Lotus. Webber riesce a riprendersi la posizione su Hamilton. Nel frattempo Alonso è in difficoltà e non riesce a mantenere il contatto con la McLaren di Perez e la Sauber di Hulkenberg. Intorno al 20 giro inizia il valzer dei pitstop. Le prime posizioni non cambiano, solo Alonso ritardando l'entrata riesce a sopravanzare Perez di unsoffio... Queste gomme hard, che tanti dubbi avevano lasciato alla rossa durante tutto il weekend, permettono, grazie anche alla temperatura dell'asfalto più alto (di quasi 20 gradi rispetto al giorno precedente) di essere a tratti la seconda macchina più veloce del lotto, dietro soltanto alla Red Bull di Vettel che spingendo riesce a creare un bel distacco dagli inseguitori. Cosi facendo l' asturiano sorpassa facilmente la Sauber e si porta a ridosso della quarta posizione di Hamilton, che però riesce a mantenere la posizione con tranquillità. Ultimi sussulti nel finale si hanno quando Webber tenta invano di raggiungere la seconda posizione. Hulkenberg attacca Alonso con le gomme finite che riesce a mantenere la posizione e un contatto dietro di Gutierrez senza conseguenze lo vede perdere un paio di posizioni.
Prossimo appuntamento a San Paolo, in Brasile, domenica prossima per il finale di stagione.
Nonostante il campionato piloti fosse già stato vinto con largo anticipo da Vettel e il secondo posto di Alonso non era in pericolo, grazie alla defezione di Raikkonen (operato alla schiena e sostituito da Kovalainen), in questo Gran Premio ci sono da assegnare ancora punti importanti per quanto riguarda il campionato costruttori. Conteso tra Ferrari e Mercedes è appunto il secondo posto, una posizione che garantisce una differenza di premio di circa 7 milioni di Euro.
Passando all'analisi della gara, ecco che anche la penultima gara del mondiale, è stata vinta da Sebastian Vettel: per lui dodicesima vittoria in stagione, ottava consecutiva e trentottesima in carriera. Numeri da capogiro, anche perchè in ottica di grandi numeri, il pilota Red Bull si trova a solo 3 vittorie da Senna. La gara è stata dominata dal tedesco, che ha percorso quasi tutti giri in testa fin dalla partenza.
La griglia di partenza vedeva le due Red Bull in prima e seconda fila, con il tedesco che partiva in testa grazie all'ennesima pole (l'ottava in stagione). In terza posizione Grosjean, della Lotus. Alonso sesto e Massa addirittura tredicesimo per quanto riguarda le due Ferrari. Evidenti sono state dunque le difficoltà per i piloti della Rossa durante tutto il weekend: in particolare, è da segnalare la mancanza di competitività che si è riscontrata con le gomme Pirelli dalla mescola dura. Se a ciò si aggiunge il forte vento che ha caratterizzato la giornata del sabato (problema che ha riguardato numerose vetture), ecco che si delinea un panorama piuttosto pessimistico per le vetture di Maranello. Con la speranza che Fernando avrebbe fatto una clamorosa rimonta in gara, come accaduto più volte nel corso della stagione.
Da segnalare l'ottima prova di Bottas, con la Williams che raggiunge l'ottava posizione e prende i primi suoi punti. Brutta la prestazione di Rosberg nono, Massa fuori dai punti e Kovalainen che giunge quindicesimo al traguardo. Chiamato dalla Lotus a sostituire Raikkonen, la sua grande esperienza e la conoscenza del circuito facevano ben sperare tutto il team. A seguito però della deludente prestazione, ecco che la domanda sorge spontanea: come sarebbero andate le cose, se a condurre la macchina ci fosse stato il nostro Davide Valsecchi, terzo pilota del team Lotus e ex campione Gp2, al quale non è stata ancora concessa una chance in tutta la stagione?
Al via Vettel parte bene e rimane in testa, il compagno Webber invece perde due posizioni a vantaggio di Grosjean ed Hamilton. Alonso invece , partendo dal lato sporco della pista nn riesce a fare una delle sue solite partenze, ma viene scavalcato da Perez, che rischia di rimanere appiedato nella prossima stagione. Nel mezzo del gruppo c'è la solita bagarre, che dopo pochi chilometri provoca un incidente tra una Williams e laF orce India di Sutil, che toccandosi, provoca un testa coda e andamento a muro. Viene chiamata in causa la safety car e dopo tre giri, alla ripartenza vede un Vettel indiavolato , che al primo giro rifila subito un secondo al francese della Lotus. Webber riesce a riprendersi la posizione su Hamilton. Nel frattempo Alonso è in difficoltà e non riesce a mantenere il contatto con la McLaren di Perez e la Sauber di Hulkenberg. Intorno al 20 giro inizia il valzer dei pitstop. Le prime posizioni non cambiano, solo Alonso ritardando l'entrata riesce a sopravanzare Perez di unsoffio... Queste gomme hard, che tanti dubbi avevano lasciato alla rossa durante tutto il weekend, permettono, grazie anche alla temperatura dell'asfalto più alto (di quasi 20 gradi rispetto al giorno precedente) di essere a tratti la seconda macchina più veloce del lotto, dietro soltanto alla Red Bull di Vettel che spingendo riesce a creare un bel distacco dagli inseguitori. Cosi facendo l' asturiano sorpassa facilmente la Sauber e si porta a ridosso della quarta posizione di Hamilton, che però riesce a mantenere la posizione con tranquillità. Ultimi sussulti nel finale si hanno quando Webber tenta invano di raggiungere la seconda posizione. Hulkenberg attacca Alonso con le gomme finite che riesce a mantenere la posizione e un contatto dietro di Gutierrez senza conseguenze lo vede perdere un paio di posizioni.
Prossimo appuntamento a San Paolo, in Brasile, domenica prossima per il finale di stagione.
Luca e Paolo P.